A partire dalla fine dell'Ottocento, le declinazioni del calibro .30
A partire dalla fine dell'Ottocento, le declinazioni del calibro .30" sono state numerosissime. In questa immagine sono riportate quelle menzionate nell’articolo in ordine dimensionale decrescente. Da sinistra: .30-378 Weatherby Magnum (95,25 mm), .30 Blaser R (95,00 mm), .300 Precision Rifle Cartridge (93,98 mm), .300 Remington Ultra Magnum (91,44 mm), .300 Holland & Holland Magnum (91,44 mm), .300 Weatherby Magnum (90,42 mm), .30-06 Springfield (84,84 mm), .300 Winchester Magnum (84,84 mm), .300 Winchester Short Magnum (72,64 mm), .308 Winchester (71,12 mm), .300 Savage (66,04 mm), .30-30 Winchester (64,77 mm) - © Hunting Log, elaborazione con immagini Hornady e RWS
Pubblicato il in Tecnica
di Matteo Brogi

Le prestazioni e i motivi del successo del calibro .30"

Attraverso 12 cartucce iconiche che hanno segnato lo sviluppo della balistica tra XIX e XXI secolo, si ricostruisce la storia del calibro .30” e delle sue performance

Produttori di carabine e munizioni sono concordi: seppure insidiato dai nuovi calibri (in particolare i Creedmoor), il “trenta” ha una quota di mercato che supera ancora abbondantemente il 50% e, in alcuni paesi più conservativi, supera il 75%. I motivi di questo successo sono innumerevoli e indagarli ci permette di avere una visione più chiara delle scelte delle generazioni che ci hanno preceduto e, perché no, pure della nostra.

Differenti caricamenti per i calibri .308 Winchester e .30-06 Springfield a confronto. Il .308 Winchester, nato 46 anni dopo il .30-06 Springfield, utilizza il medesimo bossolo di partenza, adeguatamente accorciato
Differenti caricamenti per i calibri .308 Winchester e .30-06 Springfield a confronto. Il .308 Winchester, nato 46 anni dopo il .30-06 Springfield, utilizza il medesimo bossolo di partenza, adeguatamente accorciato - © Matteo Brogi

Il calibro .30” emerse come il preferito tra i designer di armi americani già al tempo della transizione dalla polvere nera a quella senza fumo, nel corso dell’ultimo decennio dell’Ottocento. È il 1884 quando Paul Marie Eugène Vieille, chimico francese, mediante la gelatinizzazione della nitrocellulosa con una miscela di etere e alcool, ottenne una nuova polvere da sparo che in breve sostituirà la polvere nera (data da una miscela di zolfo, carbonio e nitrato di potassio) rivoluzionando l’industria armiera. Precursori di questa nuova fase saranno il calibro .30-40 Krag (1892) per il mondo militare e il .30-30 Winchester (1895) per quello civile. Da quel momento, la categoria dei calibri .30 acquisterà una crescente popolarità e una diffusione larghissima. Tanto da essere oggetto di innumerevoli declinazioni e di sviluppi che ne confermano il primato nel settore militare e venatorio.

Le motivazioni di un successo

Le ragioni di questo successo sono innumerevoli e vanno identificate nella sua adozione militare (prima il .30-06 Springfield, poi il .308 Winchester nel mondo occidentale, il 7,62x39 per le forze armate oltre cortina) che ne favorì da subito diffusione e disponibilità. Ma non vanno trascurate altre considerazioni come, per esempio, il fatto che il 7,62 mm rappresenta il calibro intermedio tra i vari 5,6 mm e i 9/10 mm. A queste considerazioni vanno aggiunte le sue doti intrinseche e qualche riflessione di costume. Tra le prime, si segnalano un equilibrio vantaggioso tra potenza sviluppata (energia cinetica) e controllo (mitezza del rinculo) e ottime doti balistiche, intese come precisione e tensione della traiettoria.

Fatte salve rare eccezioni, il munizionamento moderno viene sviluppato partendo da un bossolo già diffuso, così da semplificare la successiva fase di industrializzazione
Fatte salve rare eccezioni, il munizionamento moderno viene sviluppato partendo da un bossolo già diffuso, così da semplificare la successiva fase di industrializzazione - © Matteo Brogi

Ne è conseguita un’ampia disponibilità di proiettili, che ne permettono l’impiego su selvatici di mole molto differente tra loro, e calibri, con il conseguente impiego su armi dalle caratteristiche molto varie (carabine semiautomatiche e a ripetizione ordinaria, con azione corta e lunga), entrambe caratteristiche che ne esaltano la versatilità. Tra le considerazioni di costume, non vanno sottovalutate le suggestioni letterarie che, per esempio nei racconti di Ernest Hemingway, hanno circondato alcuni calibri, nello specifico il .30-06 Springfield (di cui ho scritto qui), di un’aura mitologica.

Se i .30-40 Krag e .30-30 Winchester possono legittimamente considerarsi i precursori del fenomeno, saranno soprattutto le declinazioni successive a decretarne il successo: a seguire indico in ordine cronologico di presentazione, senza pretesa di esaustività, i calibri più conosciuti e che tuttora trovano applicazioni venatorie.

.30-30 Winchester

Il .30-30 Winchester (.30 Winchester Center Fire, 7,8x51 mm R), introdotto da Winchester nel 1895, è uno dei calibri più popolari nella storia venatoria di inizio Novecento. Tra le prime munizioni ideate per l’impiego con le più moderne (all’epoca) polveri senza fumo, venne introdotto insieme alla carabina lever action Winchester Model 1894. Deve il suo nome al diametro e, seguendo la convenzione utilizzata a fine Ottocento per le munizioni a polvere nera, alla dose standard di polvere, appunto 30 grani. Il suo impiego è circoscritto alle armi a leva.

Calibro: .30-30 Winchester
Data di introduzione: 1895

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .38-55 Winchester
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 12,85 mm
Bossolo, lunghezza: 51,80 mm
Lunghezza totale: 64,77 mm
Capacità del bossolo: 2,9 cm3
Pressione massima: 3.200 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady American Whitetail RN 150 gr
V0: 728 m/s
E0: 2.579 J
Calo a 200 metri**: 24,3 cm

.30-06 Springfield

Introdotto nel 1906 come munizione standard per l’esercito degli Stati Uniti, il .30-06 Springfield (7,62x63 mm) deve il proprio nome al calibro, all’anno di adozione e al primo fucile che lo adottò, lo Springfield M1903. Sviluppato a partire dal precedente .30-03 Springfield, è rimasto in servizio fino agli anni Settanta ma la sua fama nel settore venatorio è rimasta invariata grazie alle sue buone doti balistiche.

Calibro: .30-06 Springfield
Data di introduzione: 1906

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .30-03 Springfield
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 11,96 mm
Bossolo, lunghezza: 63,35 mm
Lunghezza totale: 84,84 mm
Capacità del bossolo: 4,4 cm3
Pressione massima: 4.050 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 792 m/s
E0: 3.663 J
Calo a 200 metri**: 13,4 cm

Le quote dimensionali CIP del .30-06 Springfield
Le quote dimensionali CIP del .30-06 Springfield - © Francis Flinch, file vettoriale di ReneeWrites

.300 Savage

Il .300 Savage nasce espressamente per la caccia. Introdotto nel 1920 da Savage Arms Company per ampliare la gamma del suo Model 99 e successivamente equipaggiare il nuovo Model 1920, presenta una munizione considerevolmente più corta del .30-06 S da cui, però, non differisce in maniera eccessiva sotto l’aspetto delle prestazioni balistiche. Oggi quasi in disuso, ebbe un notevole impatto nei suoi primi anni di utilizzo.

Calibro: .300 Savage
Data di introduzione: 1920
Bossolo di derivazione: .250 Savage

DIMENSIONI*
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 12,07 mm
Bossolo, lunghezza: 47,52 mm
Lunghezza totale: 66,04 mm
Capacità del bossolo: 3,4 cm3
Pressione massima: 3.650 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Superformance SST 150 gr
V0: 835 m/s
E0: 3.390 J
Calo a 200 metri**: 12,3 cm

.300 Holland & Holland Magnum

Lo storico produttore inglese creò il .300 H&H Magnum negli anni ’20 partendo dalla cartuccia .375 H&H Magnum, un calibro all’epoca molto popolare per la caccia grossa, e restringendone il colletto così da utilizzare proiettili calibro .30”. L’obiettivo era quello di utilizzare un calibro già molto popolare per ottenere livelli d’energia più elevati rispetto a quelli tradizionali, così da impiegarlo su tutte le antilopi africane e, all’occorrenza, sui dangerous big game. È stato progressivamente superato da cartucce più moderne come il .300 Winchester Magnum, che offrono prestazioni simili ma possono essere impiegate in armi ad azione più corta.

Calibro: .300 Holland & Holland Magnum
Data di introduzione: 1925

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .375 Holland & Holland Magnum
Diametro del proiettile: 7,82 mm
Diametro del fondello: 13,51 mm
Bossolo, lunghezza: 72,39 mm
Lunghezza totale: 91,44 mm
Capacità del bossolo: 5,3 cm3
Pressione massima: 4.300 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Custom Interbond 180 gr
V0: 875 m/s
E0: 4.463 J
Calo a 200 metri**: 9,9 cm

.300 Weatherby Magnum

Creata da Roy Weatherby negli anni del secondo conflitto mondiale, questa cartuccia si ispira al .300 di Holland & Holland ed è stata a lungo la più potente nel calibro .30" disponibile sul mercato, sviluppata per rispondere alla crescente domanda di calibri magnum ad alte prestazioni. Base del .300 Weatherby Magnum è il .300 H&H Magnum ma con un design modificato per ottenere una maggiore velocità del proiettile e una traiettoria più tesa. Il suo successo ha portato allo sviluppo di altri calibri Weatherby, tra cui .338 Weatherby Magnum e il .378 Weatherby Magnum.

Calibro: .300 Weatherby Magnum
Data di introduzione: 1944

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: 300 Holland & Holland Magnum
Diametro del proiettile: 7,83 mm
Diametro del fondello: 13,06 mm
Bossolo, lunghezza: 71,75 mm
Lunghezza totale: 90,42 mm
Capacità del bossolo: 6,4 cm3
Pressione massima: 4.400 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 945 m/s
E0: 5.207 J
Calo a 200 metri**: 7,8 cm

.308 Winchester

Il .308 Winchester (7,62x51 mm) è stato sviluppato nel 1952 dalla Winchester Repeating Arms Company come versione civile del calibro militare 7,62 NATO, adottato dalle forze armate degli Stati Uniti e di altri paesi all'inizio degli anni '50 per far fronte alla necessità di una munizione più compatta del .30-06 Springfield. Il calibro è noto per avere un buon equilibrio tra potenza e gestibilità del rinculo, unite a una precisione molto elevata, doti che ne hanno fatto una scelta molto apprezzata nel settore civile.

Calibro: .308 Winchester
Data di introduzione: 1952

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .30-06 Springfield
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 11,96 mm
Bossolo, lunghezza: 51,18 mm
Lunghezza totale: 71,12 mm
Capacità del bossolo: 3,6 cm3
Pressione massima: 4.150 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 165 gr
V0: 796 m/s
E0: 3.384 J
Calo a 200 metri**: 13,5 cm

Le quote dimensionali CIP del .308 Winchester
Le quote dimensionali CIP del .308 Winchester - © Francis Flinch, file vettoriale di ReneeWrites

.30-378 Weatherby Magnum

Sviluppato da Roy Weatherby in risposta a una richiesta dell’esercito americano, questo allestimento rappresenta la scelta più prestante tra tutti i calibri trenta in commercio e vanta un’accuratezza che gli ha permesso di ottenere record di precisione nel tiro sportivo a lunga distanza. La versione civile è stata presentata solo nel 1996.

Calibro: .30-378 Weatherby Magnum
Data di introduzione: 1952

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .378 Weatherby Magnum
Diametro del proiettile: 7,83 mm
Diametro del fondello: 15,39 mm
Bossolo, lunghezza: 73,99 mm
Lunghezza totale: 95,25 mm
Capacità del bossolo: 8,6 cm3
Pressione massima: 4.400 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Precision Hunter ELD-X 220 gr
V0: 922 m/s
E0: 6.060 J
Calo a 200 metri**: 7,9 cm

.300 Winchester Magnum

Introdotto dalla Winchester Repeating Arms Company nel 1963, il .300 Winchester Magnum (7,62x67 mm B, 7.62x66 mm BR) è una cartuccia magnum che può essere contenuta in azioni di lunghezza standard. Disegnata espressamente per la destinazione venatoria, è molto versatile e fornisce livelli di energia che permettono l’ingaggio di selvatici di grossa mole o a distanza elevata. Adottata inizialmente nella carabina Winchester Model 70, ha goduto di un apprezzamento crescente tra i cacciatori di tutto il mondo.

Calibro: .300 Winchester Magnum
Data di introduzione: 1963

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .375 Holland & Holland Magnum
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 13,03 mm
Bossolo, lunghezza: 66,55 mm
Lunghezza totale: 84,84 mm
Capacità del bossolo: 6,1 cm3
Pressione massima: 4.300 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 902 m/s
E0: 4.748 J
Calo a 200 metri**: 9,1 cm

.30 Blaser R

La .30 R Blaser (7,62x68 mm R) è una cartuccia rimmed sviluppata per la caccia nel 1991 da Gerhard Blenk, l'allora proprietario della Blaser Jagdwaffen. Presenta un design originale ed è costruita per superare le prestazioni delle cartucce standard più diffuse grazie a una maggiore capacità del bossolo. Le performance non raggiungono tuttavia il livello di potenza delle cartucce magnum calibro .30”.

Calibro: .30 R Blaser
Data di introduzione: 1991

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: -
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 12,20 mm
Bossolo, lunghezza: 68,00 mm
Lunghezza totale: 95,00 mm
Capacità del bossolo: 4,9 cm3
Pressione massima: 4.050 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: RWS UNI Classic 180 gr
V0: 860 m/s
E0: 4.327 J
Calo a 200 metri**: 11,5 cm

Le quote dimensionali CIP del .30 R Blaser
Le quote dimensionali CIP del .30 R Blaser - © Francis Flinch, file vettoriale di ReneeWrites

.300 Remington Ultra Magnum

Il .300 Remington Ultra Magnum (7,62x72 mm), introdotto nel 1999, è parte della linea Ultra Magnum, cartucce da caccia ad alte prestazioni sviluppate dalla Remington Arms Company. Presenta un bossolo particolarmente capiente che consente di ospitare una considerevole quantità di polvere così da ottenere velocità estremamente elevate. La sua potenza, nella famiglia dei calibri .30 è seconda solo al .30-378 Weatherby Magnum.

Calibro: .300 Remington Ultra Magnum
Data di introduzione: 1999

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .404 Jeffery
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 14,02 mm
Bossolo, lunghezza: 72,39 mm
Lunghezza totale: 91,44 mm
Capacità del bossolo: 7,1 cm3
Pressione massima: 4.400 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 975 m/s
E0: 5.549 J
Calo a 200 metri**: 7,0 cm

.300 Winchester Short Magnum

Quando nei primi anni del nuovo millennio si consolidò l’interesse per munizioni potenti da camerare in azioni corte, Winchester sviluppò il suo .300 Winchester Short Magnum, in grado di fornire prestazioni sovrapponibili a quelle del .300 WM ma in una cartuccia di oltre 12 mm più corta (e impiegando circa 14 grani di polvere in meno).

Calibro: .300 Winchester Short Magnum
Data di introduzione: 2001

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .375 Holland & Holland Magnum
Diametro del proiettile: 7,85 mm
Diametro del fondello: 14,12 mm
Bossolo, lunghezza: 53,34 mm
Lunghezza totale: 72,64 mm
Capacità del bossolo: 5,8 cm3
Pressione massima: 4.400 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 884 m/s
E0: 4.557 J
Calo a 200 metri**: cm 9,7

.300 Precision Rifle Cartridge

Con il calibro .300 PRC, sviluppato nel 2019, Hornady si è proposta di ottenere una cartuccia con prestazioni superiori ai calibri magnum più comuni ma dotata di una maggiore efficienza balistica. Il .300 PRC nasce per il tiro a lunga distanza ma il suo impiego si è esteso al settore venatorio su selvatici di grande mole o da ingaggiare a distanze elevate.

Calibro: .300 Precision Rifle Cartridge
Data di introduzione: 2019

DIMENSIONI*
Bossolo di derivazione: .375 Ruger Magnum
Diametro del proiettile: 7,83 mm
Diametro del fondello: 13,58 mm
Bossolo, lunghezza: 65,53 mm
Lunghezza totale: 93,98 mm
Capacità del bossolo: 6,8 cm3
Pressione massima: 4.400 bar

PRESTAZIONI BALISTICHE
Munizione: Hornady Outfitter CX 180 gr
V0: 914 m/s
E0: 5.148 J
Calo a 200 metri**: 8,3 cm

NOTE
* Dati ricavati dalle tabelle CIP
** Calo a 200 metri con azzeramento a 100 metri

Oltre al diametro del proiettile, sono numerosi i parametri che condizionano le prestazioni balistiche del calibro. Tra questi, la capacità del bossolo e la conseguente possibilità di contenere differenti quantità di polvere da sparo
Oltre al diametro del proiettile, sono numerosi i parametri che condizionano le prestazioni balistiche del calibro. Tra questi, la capacità del bossolo e la conseguente possibilità di contenere differenti quantità di polvere da sparo - © Matteo Brogi

L’evoluzione del calibro .30 si è sviluppata lungo linee guida mutevoli che hanno assecondato il variare delle esigenze militari e venatorie. Così, se il passaggio dal .30-06 Springfield al .308 Winchester è stato dettato dalla necessità di fornire le truppe di una munizione più compatta e leggera da trasportare per aumentare il volume di fuoco, nel settore venatorio si è puntato essenzialmente alla potenza e alla riduzione dello sviluppo dimensionale della cartuccia, così da favorire la cameratura in azioni corte. Molto spesso queste due direttrici sono state perseguite contemporaneamente. I calibri che ho descritto hanno scandito, per una ragione o per un’altra, la storia dello sviluppo balistico dell’industria moderna. Meritano però una menzione, anche in questo caso senza pretesa di esaustività, anche i seguenti:

.30 Remington (1906, 7,8x52 mm), la risposta di Remington Arms al .30-30 di Winchester. La produzione commerciale è cessata negli anni Ottanta;
.300 Lapua Magnum (1962), derivato dal .338 Lapua Magnum, non più commercialmente disponibile;
.300 Remington Short Action Ultra Magnum (1999), duplica la balistica del .300 WM ma in una cartuccia che si adatta ad armi ad azione corta;
.30 Thompson Center (2007), sviluppato da Hornady per Thompson Center Arms con l’intenzione di replicare le prestazioni del .30-06 S in un bossolo delle dimensioni del .308 W;
.300 AAC Blackout (2009, 7,62x35), elaborato da Advanced Armament Corporation per l’impiego con la carabina M4 e i caricatori Stanag;
.300 Norma Magnum (2012), derivato dal .338 Norma Magnum, destinato al tiro sportivo e al mondo militare;
.30-47 GS (2014), elaborato da Vittorio Giani a partire dal bossolo 6,5x57 Lapua, il suo utilizzo è sostanzialmente limitato al contesto locale italiano;
.30 Nosler (2016), un calibro ad alte prestazioni che massimizza le performance che si possono ottenere in un’azione di lunghezza standard.

Le prestazioni dei calibri .30"

I dati velocitari, ovviamente da rapportare al coefficiente balistico della munizione, evidenziano come all’interno della grande categoria dei calibri .30" vi siano differenze sostanziali, con i 728 m/s del .30-30 Winchester con palla da 150 grani ai 945 m/s con palla da 180 grani del .300 Weatherby Magnum. Per analizzare le prestazioni dei singoli calibri si è preso come riferimento l’azienda Hornady, che ha un catalogo estremamente ampio (manca solo il .30 R Blaser, per cui si è optato per una cartuccia RWS).

Per confrontare le prestazioni dei singoli calibri sono stati scelti, dove possibile, i caricamenti Hornady in virtù dell'ampio catalogo del produttore statunitense
Per confrontare le prestazioni dei singoli calibri sono stati scelti, dove possibile, i caricamenti Hornady in virtù dell'ampio catalogo del produttore statunitense - © Hornady media center

Questa ampia gamma di prestazioni fa sì che in calibro .30", sempre nel catalogo Hornady, siano disponibili addirittura 66 palle differenti (aprile 2025), da 110 a 220 grani per la caccia, fino a 250 grani per il tiro, a conferma di una enorme versatilità dei caricamenti offerti. Disponibili, grazie alla diffusione delle armi camerate nei principali .308 Winchester, .30-06 Springfield e .300 Winchester Magnum, in ogni angolo del globo.

Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.

Altri articoli dalla sezione Tecnica

Teoria e tecnica degli strozzatori da caccia
Pubblicato il in Tecnica
di Matteo Brogi
Teoria e tecnica degli strozzatori da caccia

Gli strozzatori hanno cambiato il tiro sportivo e venatorio migliorando l’efficienza e la resa balistica delle canne a ogni possibile distanza >>

Calciature Sabatti, specializzazione estrema
Pubblicato il in Tecnica
di Matteo Brogi
Calciature Sabatti, specializzazione estrema

Il catalogo Sabatti presenta un’ampia varietà di calciature destinate alla caccia che differiscono per forma e materiali impiegati per la produzione >>

Rigatura tradizionale o multiradiale, le proposte di Sabatti
Pubblicato il in Tecnica
di Matteo Brogi
Rigatura tradizionale o multiradiale, le proposte di Sabatti

Emanuele Sabatti presenta la rigatura MRR multiradiale e i nuovi centri che producono i profili interne delle canne con la tecnica dell'erosione elettrochimica >>

Nozioni di primo soccorso per il cacciatore - parte II
Pubblicato il in Tecnica
di Diana & Wilde
Nozioni di primo soccorso per il cacciatore - parte II

Nozioni di primo soccorso per il cacciatore: come trattare gli esiti dei più comuni incidenti all'aria aperta, gravi e meno gravi >>