
di Redazione
La Provincia di Bolzano chiede di autorizzare i moderatori di suono
Permessi ormai in quasi tutti i paesi europei, i moderatori di suono in Italia restano vietati anche a causa di una normativa sulle armi figlia degli anni '70 che oggi, da più parti, si chiede di modificare
Il Consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano ha recentemente approvato una mozione che impegna la Giunta a perorare la causa dell’utilizzo dei “silenziatori”, questo il termine usato nell'atto, durante l’attività venatoria. In particolare, l’organo esecutivo dovrà attivarsi a livello statale affinché l’uso di tali dispositivi venga permesso e successivamente, qualora arrivi l’ok da Roma, armonizzare l'impianto normativo provinciale.
«Attualmente purtroppo - si legge nella mozione - a differenza di molti altri Paesi europei ed extraeuropei, le succitate leggi e disposizioni non prevedono che si possa cacciare con il silenziatore». Secondo Andreas Colli, primo firmatario dell’atto, l'uso di un tale strumento apporterebbe una serie di vantaggi per le persone, i cani, l'ambiente e anche per la selvaggina.
Nel testo della mozione inoltre si argomentano in modo esaustivo tutti i vantaggi dell’utilizzo dei moderatori di suono durante la pratica venatoria fino ad arrivare a definirli «un elemento indispensabile della caccia moderna». Occorrerà ora attendere di conoscere l’eventuale responso delle autorità statali consci, però, del fatto che proprio il Ministero dell’Interno si era adoperato perché nell’approvazione definitiva del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica sparisse il riferimento all’uso dei moderatori di suono previsto in fase di bozza.
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