L'uso delle recinzioni contribuisce in modo significativo alla gestione della malattia
L'uso delle recinzioni contribuisce in modo significativo alla gestione della malattia - © Andrea Dal Pian
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di Redazione

Peste suina, un parere dell'Autorità europea delinea le strategie

L’Efsa ha reso pubblico un nuovo parere scientifico relativo alla Psa; dalla sua lettura emergono elementi interessanti per comprendere le future strategie di lotta al virus

Lo scorso 4 Dicembre l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha reso pubblico un nuovo parere scientifico sulla presenza della Peste suina africana negli Stati membri e sulle relative strategie di contrasto.

Il documento valuta diversi aspetti epidemiologici della malattia basandosi su letteratura scientifica, studi sul campo, questionari e modelli matematici e, oltre a ribadire l'importanza della biosicurezza all’interno degli allevamenti, si concentra su alcune tematiche relative alla gestione di quello che è il principale serbatoio e vettore della malattia in natura, il cinghiale.

I tecnici, sebbene la densità dei cinghiali sia un fattore noto rilevante, evidenziano che i dati non suggeriscono un effetto chiaro e corente di questo elemento sull'andamento epidemiologico della malattia. Altri fattori che influenzano la connettività delle popolazioni di cinghiali, come per esempio vegetazione, altitudine, clima e barriere, svolgono invece un ruolo maggiore nella diffusione del virus nel selvatico.

Un altro aspetto sul quale si sono concentrati gli estensori del documento è l’utilizzo delle recinzioni. La ricerca e l'esperienza sul campo nei paesi colpiti nell'UE hanno dimostrato che l'uso di recinti, potenzialmente utilizzati in modo complementare con le infrastrutture stradali esistenti, contribuisce in modo significativo alla gestione della peste suina africana nei cinghiali.

Il report ha però sottolineato che la creazione di barriere fisiche deve integrarsi con altri metodi di contrasto del virus come il depopolamento e la rimozione delle carcasse. Limitare gli spostamenti, abbassare la densità e rimuovere le possibili fonti di infezione risultano quindi essere le azioni sulle quali occorrerà concentrarsi nei prossimi mesi per la gestione della peste nelle popolazioni selvatiche.

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