Grazie a vaste misure di conservazione l'ibis eremita è tornato a popolare l’area della Alpi
Grazie a vaste misure di conservazione l'ibis eremita è tornato a popolare l’area della Alpi - © Mich77
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di Redazione

L'impegno della caccia a difesa delle specie minacciate

L'impegno del mondo venatorio non è solo rivolto nei confronti delle specie oggetto di prelievo. Spesso i cacciatori svolgono un ruolo anche nella conservazione delle specie protette, come nel caso dell'ibis eremita

La Federazione Italiana della Caccia sostiene da anni numerosi progetti tesi ad aumentare consistenze numeriche delle popolazioni selvatiche. L’impegno del mondo venatorio non è però esclusivamente rivolto nei confronti delle specie cacciabili. Federcaccia per esempio supporta, sin dall’inizio del progetto Life di cui è protagonista, le azioni volte alla reintroduzione dell’ibis eremita, taxon presente in Europa centrale fino al XVII secolo di fatto estinto in natura, che, grazie a vaste misure di conservazione, è tornato a popolare l’area della Alpi con circa 200 esemplari.

Proprio nell’ambito della tutela di questa specie, la Federcaccia è impegnata a supportare l’iniziativa della Deutsche Wiltier Stiftung (Fondazione tedesca per la fauna selvatica), che annualmente contribuisce con propri fondi al “Progetto Ibis Eremita”. Nello specifico, la fondazione fornisce trasmettitori GPS per monitorare i giovani animali durante il loro viaggio verso le zone di svernamento. Nonostante gli sforzi profusi, però, la tutela dell’ibis eredita si scontra con le numerose perdite causate dagli abbattimenti illegali che vanno a sommarsi alle morti naturali e accidentali. Per questo Fidc ha voluto ribadire la propria posizione di intransigenza e netta condanna nei confronti degli episodi di bracconaggio.

«A livello internazionale ed europeo le sinergie tra il mondo venatorio e quello del protezionismo serio e non radicale - ha affermato Federcaccia - permettono di perseguire quelle finalità superiori di tutela ambientale che sono parte a tutti gli effetti dell’attività venatoria. In questo impegno la Federazione è anche da sempre in prima linea nel contrasto dell’illegalità e del bracconaggio, che nulla hanno a che fare con la caccia e i cacciatori, che ne sono anzi i soggetti maggiormente danneggiati».

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