Il sondaggio era principalmente incentrato sulla pratica dell'importazione dei trofei di caccia
Il sondaggio era principalmente incentrato sulla pratica dell'importazione dei trofei di caccia - © Ray in Manila
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di Redazione

Accettabilità di caccia e trofei, Italia fanalino di coda in Europa

Un sondaggio ha mostrato un atteggiamento positivo dei cittadini europei verso la pratica venatoria e i trofei di caccia. I dati relativi al nostro paese sono però i meno entusiasmanti

Una recente rilevazione commissionata alla società di sondaggi indipendente YouGo da parte di Face, Cic e altre realtà venatorie europee ha mostrato che che la maggior parte dei cittadini europei accetta la caccia, i cacciatori e l'importazione di trofei. Il sondaggio assume particolare rilevanza se si pensa che i decisori politici dell'Unione sono impegnati in questi mesi nella valutazione di norme che potrebbero sfociare in un bando dei trofei di caccia.

YouGov, tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023, ha intervistato online 7.188 adulti europei: 1.027 danesi, 2.045 tedeschi, 2.054 italiani, 1.003 polacchi e 1.059 spagnoli. Le interviste sono state ponderate per essere rappresentative a livello nazionale in base a dati demografici chiave quali età, sesso e regione sulla base delle statistiche ufficiali sulla popolazione. Sebbene i dati raccolti siano nel loro complesso positivi e mostrino come la pratica venatoria regolamentata e l'importazione legale dei trofei non trovino affatto in disaccordo i cittadini europei, l'Italia è risultata essere il fanalino di coda per quanto riguarda l'accettazione di tali attività.

In tutte le quattro domande sottoposte agli intervistati, l'Italia registra le percentuali più basse tra tutti i paesi nei quali sia stato condotto il sondaggio. Alla domanda «È accettabile che altre persone nel mio paese caccino se lo fanno legalmente e in conformità con le leggi e i regolamenti sulla caccia», solo il 45% degli italiani ha risposto di essere d'accordo. Per fare un raffronto basta pensare che il nostro paese è l'unico a registrare una percentuale al di sotto del 50% e che in Germania e Spagna i favorevoli sono rispettivamente il 60% e il 70%. Ad ogni modo, i cittadini che si dicono contrari nel nostro paese non superano un terzo della popolazione, il che lascia un discreto margine alla categoria per migliorare l'opinione collettiva nei prossimi anni.

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